Sedici anni di WJNetwork, Dieci anni di Tesori d’Italia: storia di una visione diventata sistema

Ci sono ricorrenze che non si limitano a segnare il tempo, ma ti costringono a fermarti e guardarti indietro. Questo è uno di quei momenti. Sedici anni dalla nascita del WJNetwork e dieci anni dal salvataggio e dal rilancio di Tesori d’Italia rappresentano, sulla carta, traguardi importanti, alcuni a dir poco impensabili. Eppure, più ci penso, più mi rendo conto che non sono i numeri a raccontare davvero questa storia.
Il WJNetwork nasce tecnicamente in Giappone con la fondazione della W’Japan Co., Ltd. il 26 Aprile del 2010 a Tokyo, nel quartiere di Akasaka; ma prende forma concettualmente a Casoria, con Vito Lombardi, dall’impulso creativo del Vesuvio, in una stanza da lavoro che chiamavamo “Bat-caverna” davanti un computer a cui sembrava non bastare mai lo spazio in memoria, per le idee e il materiale infinito che si produceva. Dopo nemmeno mezza giornata avevamo un nome, un logo, un sito web e un programma di attività da proporre a imprese italiane e giapponesi. Un’idea semplice ma ambiziosa: creare connessioni vere tra l’Italia, il Giappone e il mondo, attraverso quello che sarebbe divenuto da lì a pochissimo un moto continuo e dinamico fatto di persone, incontri, tentativi, errori e ripartenze.
Ripercorrendo questi sedici anni, ciò che mi resta impresso sono soprattutto i volti. Le persone che ho incontrato lungo il cammino, in Italia e in Giappone, e poi via via in altri contesti. Persone con cui ho condiviso un obiettivo, un sogno, letteralmente un pezzo di vita, anche se solo per un tratto di strada. Alcune sono ancora oggi parte attiva di questo percorso, altre si sono fermate, altre ancora hanno preso direzioni diverse.
A tutte loro va il mio senso più profondo di riconoscenza.
Ognuno ha lasciato qualcosa. Anche quelli con cui non c’è stato più un seguito, con cui non ci siamo più capiti o che abbiamo deluso, ma mai traditi. Quelli con cui abbiamo litigato, ma mai divenuti nemici. Fanno parte della storia tanto quanto i successi, forse anche di più, perché è proprio attraverso queste esperienze che un progetto si definisce, si rafforza, trova la sua identità. Quando nel 2016 ho scelto di acquisire e rilanciare Tesori d’Italia, non immaginavo fino in fondo quanto quel passaggio sarebbe stato determinante, tanto nel mio percorso professionale quanto in quello umano. Progetto che, nato come raccolta editoriale delle eccellenze italiane, è diventato nel tempo il cuore delle attività del WJNetwork: si è trasformato in qualcosa di più ampio, di più tangibile, in un sistema capace di unire concretamente cultura e impresa, identità e mercato, visione e operatività, persone e persone. Anche in questo caso, al di là dei risultati, sono state proprio queste a fare la differenza: persone davvero straordinarie, che hanno creduto nel progetto, che lo hanno costruito giorno dopo giorno, che lo hanno interpretato e fatto crescere nel mondo come una parte di sé (e so per certo che in molti di loro ancora vive).
Oggi, mentre celebriamo questi due anniversari, sento soprattutto il bisogno di dire grazie. Senza retorica, senza formalità. Grazie a chi c’è stato, a chi c’è e anche a chi, per un tratto, ha incrociato questo percorso. Perché alla fine, sappiamo tutti che ciò che resta davvero non è quanto abbiamo costruito, ma con chi lo abbiamo costruito.
Forse non è un caso che proprio nel momento in cui ricorre il decimo anniversario dal rilancio di Tesori d’Italia si apra una nuova sfida, un’evoluzione naturale, ma allo stesso tempo un nuovo inizio: Tesori d’Europa. Un progetto che nasce dalle stesse radici, dalla stessa visione, dallo stesso modo di intendere le connessioni. Con la consapevolezza di quanto è stato fatto, nel bene e nel male, ma anche della forza, dell’esperienza e della maturità acquisita. Perché ogni percorso, anche il più solido, ha sempre bisogno di una nuova direzione. E ogni nuova direzione, inevitabilmente, ricomincia dalle persone. La Storia continua….